la solidarietà lgbt di ispirazione cristiana

Il buon cammino di noi Samaritani

Sorelle e fratelli tutti in Cristo,

volevo salutarvi nel giorno in cui il terzo presidente di Samaria, Cristian Berra, entra in carica, dopo le mie dimissioni, come deciso dal consiglio direttivo del 19 giugno scorso.

La rotazione, dopo tre anni di incarico,  era stata concordata da tempo, perché il fondo Samaria crede fortemente nella democrazia evangelica, nella divisione del lavoro, nella rotazione dei compiti, nel rifiuto del cumulo delle cariche.

Aggiungo che, essendo stato coinvolto in un progetto di servizio politico alla mia terra toscana, non avrei comunque potuto continuare, per motivi di compatibilità e opportunità che, sono sicuro, noi tutti condividiamo.

Aver partecipato, sin dal 2012, all’ideazione, alla scelta del nome, ai primi passi del fondo Samaria, è una delle cose più belle che mi sia capitato di fare nella mia vita. Ne sono grato alla Provvidenza e a tutti voi che avete condiviso il nostro cammino come Samaritane e Samaritani.

Samaria è un po’ diversa da come ci eravamo immaginati all’inizio, ma oserei dire che è migliore.

Abbiamo una piccola rete di soci che però sono altamente rappresentantivi dei loro territori, che sono veri e propri attivisti di carità concreta, promozione umana, lotta alla discriminazione nella società e nelle chiese.

Abbiamo una struttura rigorosa dal punto di vista legale e finanziario, cosa non semplicissima in una repubblica come la nostra, dove la burocrazia è complessa e costosa.

Abbiamo rappresentato un esempio di coesione sociale e spirituale fra i nostri territori e fra le nostre diversità.

Abbiamo realizzato interventi piccoli ma altamente simbolici in quelli che si sono venuti man mano consolidando come i tre campi principali di azione:

– primo, investimenti culturali nella lotta contro la nostra discriminazione, nelle chiese e nella società, libri e pamphlet soprattutto;

– secondo, azioni di carità concreta, da persone lgbt ad altre persone sofferenti (non necessariamente lgbt), con un occhio particolarmente attento ai perseguitati e ai rifugiati lgbt, che sono gli ultimi fra gli ultimi;

– terzo (non per importanza) il sostegno a iniziative dei nostri gruppi, della nostra rete di amicizia cristiana, nel senso di anticipi, prenotazioni, cuscini di sicurezza, cose molto pratiche per consentire lo svolgimento di iniziative e convegni, con un occhio di riguardo alla nostra capacità di fare rete non solo in Italia, ma anche con l’Europa e il resto del mondo.

La Provvidenza ha voluto, prima ancora di noi e nonostante i nostri limiti, che avremmo dovuto funzionare come una piccola “Caritas” lgbt, un esempio di impegno cristiano queer.

E’ stato in particolare quando abbiamo vissuto momenti incredibili di raccolta fondi, come quelli occorsi ai funerali di nostri amici e fratelli, Sergio Simoni di Prato, Amalia Giardina di Catania, Nicola D’Ippolito di Palermo. E ancora quando abbiamo potuto essere presenti alla bellissima benedizione delle nozze di Mauro Ortelli e Paolo Lombardo, in Romagna.

Il terzo presidente di Samaria, Cristian Berra, lo conoscete bene. E’ nella nostra rete di amicizia cristiana lgbt da tanto tempo. E’ in Samaria sin dall’inizio. Era presente alla registrazione ufficiale della nostra Caritas, all’inizio del 2013. E’ tornato a impegnarsi con energia e generosità nel terzo consiglio.

A Cristian, al terzo consiglio, a tutti coloro che seguono le attività di Samaria, auguro buon lavoro e garantisco tutto il mio appoggio come attivista di carità e per la giustizia sociale, per quanto potrò.

Credo che nei prossimi anni, Samaria continuerà a svolgere un ruolo importante nello sviluppo della circolarità, della sinodalità, della confederazione fra tutte le nostre realtà cristiane lgbt. Per circolarità intendo qualcosa di molto semplice e concreto: chi partecipa al Progetto Ruah in Friuli si deve sentire a casa sua quando è a Palermo; chi aderisce a Cammini o a uno dei gruppi confederati, deve sentirsi a casa sua nelle riunioni dei gruppi spontanei e indipendenti, e viceversa; chi visita la sede del Guado (e di Samaria) a Milano, deve sentire che quella è una sede di riferimento per tutta la nostra storia e il nostro impegno cristiano lgbt; chi va ai campi di Agape deve sapere che lo aspettiamo al Forum Italiano previsto per il settembre 2018; chi lavora per il Forum europeo in Italia nel 2018, lo fa in rappresentanza di una realtà italiana plurale,  fortemente diversificata territorialmente e culturalmente; chi è valdese ricordi che è un punto di riferimento non solo per le persone queer cattoliche, ma anche per tanti immigrati rumeni ortodossi, oltre che per i diversamente cristiani e diversamente credenti provenienti dall’Africa e dall’Asia; chi è cattolico non dimentichi mai che il cristianesimo è molto di più che il cattolicesimo romano e che la riconciliazione tra fede e omosessualità non passa dalla volontà del vescovo pro tempore di Roma, ma dal profondo del nostro cuore.

Non vi nascondo, a questo proposito e in conclusione, due piccole speranze, che sono senz’altro preoccupazioni, che sono anche da vivere come opportunità.

La prima è che Samaria deve diventare, visibilmente, uno strumento più ecumenico; dobbiamo rendere visibile in Samaria la collaborazione fra cristiani lgbt di diverse confessioni.

La seconda è che ritengo che Samaria, prima o poi, sarà chiamata a concentrarsi su qualcosa di impegnativo, come il sostegno a convivenze per anziani lgbt e opere concrete sul versante dei rifugiati lgbt, non solo di quelli esteri, ma anche di quelli interni. Ci sono infatti ancora e ci saranno per molti anni ancora, giovani lgbt costretti ad allontanarsi dalla propria casa, dal proprio paese, dal proprio seminario, dalla propria scuola.

Penso che le persone anziane lgbt e questi giovani fuggiaschi lgbt possano forse essere di aiuto gli uni agli altri.

E’ una sfida enorme, molto impegnativa, che costringerà Samaria a radicarsi in alcuni territori e forse anche a moltiplicarsi nei diversi territori, un po’ come è successo al movimento delle Caritas, delle Misericordie, delle Pubbliche Assistenze.

E’ una prospettiva difficile ma credo anche affascinante, che affido con fiducia alla Provvidenza e all’operosità della prossima generazione di amministratori di Samaria.

Grazie di tutto e a presto!

Mauro Vaiani

 

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Mauro Vaiani – a una manifestazione lgbt a Prato, 2016

 

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Informazioni su Mauro Vaiani

Studioso di autogoverno e amministrazione locale / Lavoratore dell'amministrazione digitale a Firenze / Attivista e presidente del Comitato Libertà Toscana

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Questa voce è stata pubblicata il 1 luglio 2017 da in Associazione, Uncategorized.

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